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Charms


opera su carta a mano, cm. 20.5 x 29.5, tecnica mista

L´incantesimo è tratto dalla raccolta di papiri magici greci pubblicata da H. D. Betz nel 1986.
L´invocazione è diretta a Helios, giovane dio del Sole, il quale ha il potere, secondo gli antichi maghi, di far sparire qualcuno agli occhi dei suoi nemici, che restano abbagliati dai suoi dardi dorati.
Per renderlo più efficace occorre anche pronunciare le seguenti frasi:
“Sciogli i suoi legami e lasciagli la porta aperta, in modo che nessuno lo veda”.
Il colore dell´opera è l'arancione, colore del dio Helios e delle arance rubate.
I grafismi ricordano l´orbita dell´Astro Maggiore mentre la barra nera simboleggia il buio del carcere da cui il ladro si sottrae.

 


opera su carta a mano, cm. 20.5 x 29.5, tecnica mista

La formula magica è tratta dall'"Archidoxis magicæ libri VII" di Filippo Teofrasto Paracelso (Ginevra 1658). Medico e filosofo, è considerato uno dei più famosi maghi del tardo Rinascimento.
Paracelso sosteneva che varie cause possono impedire "l'appetenza e il prurore" del membro maschile, alcune delle quali naturali. In tal caso le parole e i segni che compaiono nell'opera sono i rimedi adatti.

Il colore prevalente è il rosso. Il trattato magico arabo "Picatrix" del X sec. indica infatti che tale colore si riferisce allo Scorpione, da cui dipendono, secondo la tradizione ermetica, gli organi genitali. Nell'opera compare il nero, poiché Paracelso prevede, in caso di recidiva, anche il coinvolgimento di Saturno, maestro di tale colore.

Il sigillo è quello di Marte, strettamente legato allo Scorpione e al rosso.

 


opera su carta a mano, cm. 20.5 x 29.5, tecnica mista

Si tratta di un incantesimo considerato, nell'antichità, indispensabile per diventare invisibili, anche in senso figurato. Fa parte del corpus "papyri graecae magicae" (II sec.) pubblicato dal Prof. Preisendanz (Stuttgart 1973-74).

La divinità greca invocata di Helios, giovane dio del sole, venerato in tutta l'Ellade, soprattutto a Rodi, dove fu eretta nel 280 la statua gigantesca di Helios, la sesta delle sette meraviglie del mondo antico.

Il legame tra il dio e l'invisibilità è dato dall'accecamento - temporaneo- provocato dai raggi del sole.

La tinta gialla si riferisce all'astro maggiore secondo la tabella dei colori di Giulio Camillo Delminio (XVI sec.).

Il pentacolo è tratto dal "De umbris idearum" di Giordano Bruno (1582) in cui il filosofo sostiene che le cose del mondo terreno non sono che le ombre delle idee divine.


opera su carta a mano, cm. 29.5 x 41 , tecnica mista

La famosa formula "Abracadabra" è diretta a proteggere contro le malattie in generale. La ricerca del significato e dell'origine di essa ha impegnato generazioni di studiosi, tutti concordanti sulla "forza magica" delle lettere che la compongono, senza però produrre un risultato univoco.
Le opinioni prevalenti sono:

- la parola deriverebbe dal nome "Abrasax", antica divinità dei Basilidiani, setta gnostica di Alessandria d'Egitto;

- oppure sarebbe composta dalle lettere iniziali delle parole "Padre, Figlio e Spirito Santo" in Ebraico: Ab, Ben, Acadsch;

- riporterebbe le prime lettere dell'alfabeto fenicio: A, Bra, Ca, Dabra;


 deriverebbe dall'aramaico "Abra Kadibra", che significherebbe "Sia fatto come è detto".

La prima testimonianza scritta della formula si trova nei "Præcepta de Medicina" di Quinto Sereno Sammonico (II sec. D.C.).

L'opera è in due parti: a destra contiene un'iterazione della formula, secondo un rituale assai frequente in magia; a sinistra riporta il sigillo dello Scorpione secondo Paracelso, che indirizza il potere dell'incantesimo principalmente verso le affezioni del sistema nervoso - comprese nella categoria delle malattie dei sensi.

- . I colori dell'opera sono: il rosso, legato allo Scorpione; il nero del mistero gnostico.


opera su carta a mano, cm. 20.5 x 29.5, tecnica mista

La formula è tratta dalla collezione "Papyri Græciæ Magicæ" pubblicati in Inglese da Betz (Chicago 1986).

L'invocazione è diretta ad Helios, dio greco del sole, poiché, come la luce dell'astro squarcia l'oscurità, così le premonizioni illuminano la strada da percorrere e aiutano a prendere una decisione.

Tra le parole magiche appaiono "Adonai" e "Sabaoth", appellativi divini della tradizione ebraica, ciò che tra l'altro dimostra il sincretismo presente nell'area mediterranea tra il II sec. A.C. e il IV sec. D.C, periodo in cui la formula veniva usata.

Azeruch è invece il signore della XVI casa astrale, che facilita l'acquisto, la vendita e le transazioni in genere, secondo quanto afferma il famoso trattato arabo "Picatrix", assai consultato nel Medioevo.

Il sigillo con i numeri magici è quello di Mercurio secondo il famoso medico e mago Paracelso: così come il colore fondamentale dell'opera è il verde, attributo di Mercurio/Hermes, che, secondo il pensiero, appunto, "ermetico", influisce sugli affari, sulle transazioni, sul commercio.

La tinta complementare è l'oro, colore caratteristico di Helios e del Sole.

 

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